Se anche l’alta moda sfila con fibre riciclate …
Il settore tessile è il terzo settore manifatturiero in Italia, dopo quello dei macchinari e quello automobilistico. Si tratta infatti di una delle eccellenze del Made in Italy, un settore che può vantare un’antica tradizione radicata nel territorio e diversi primati importanti: l’Italia è infatti il primo esportatore di prodotti tessili in Europa e terzo nel mondo dopo India e Cina.
In linea con il Green Deal Europeo, il 30 marzo 2022 la Commissione ha presentato una serie di proposte per rendere i prodotti sostenibili. Queste misure mirano a rafforzare la progettazione ecologica dei prodotti e l’economia circolare.
Moda effimera, rifiuti tessili, distruzione dei tessuti invenduti… Le proposte della Commissione includono anche una strategia per il settore tessile e una proposta di direttiva per rafforzare i diritti dei consumatori e combattere il greenwashing.
Anche l’alta moda affronta queste tematiche e sfila con fibre riciclate come riportatp nell’articolo di Lucia Fino dell’8 gennaio su Wise Society “Alta moda con fibre riciclate: la lezione di Yuima Nakazato” https://wisesociety.it/piaceri-e-societa/yuima-nakazato-alta-moda-con-fibre-riciclate/
Da non dimenticare il settore delle fibre tessili creative che possono essere ottenute da una varietà di materiali riciclati, tra cui non solo bottiglie di plastica e tessuti usati, ma anche materiali insoliti come reti da pesca recuperate, tappi di bottiglie, vecchie uniformi o addirittura vecchi apparecchi elettronici. Questa diversità offre opportunità per creare tessuti unici e originali. L'utilizzo di materiali insoliti consente la creazione di tessuti con design distintivi e originali che possono presentare texture, colori e modelli unici che non sono possibili con le fibre tessili tradizionali. Le fibre tessili riciclate creative possono stimolare la creatività e l'arte nel settore della moda. I designer possono sperimentare e creare capi di abbigliamento unici che riflettono l'innovazione e la sostenibilità.
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