CCPB Ritagli di tessuti

Ottobre 2024

Sommario

  1. Certificazione FSC
  2. Nuove opportunità per le aziende del settore Tessile e comparti affini - Il Tessile Vegano
  3. Competitività e Innovazione nei Mercati Emergenti

Certificazione FSC® Catena di Custodia (CoC)

 

CCPB, grazie alla collaborazione con TÜV NORD Italia, offre il servizio di Certificazione FSC®. Questa certificazione coinvolge legno, prodotti in legno, carta, materiali stampati e prodotti tessili di origine forestale, assicurando che le materie prime provengano da una gestione forestale responsabile e sostenibile.

L'organizzazione non governativa e senza scopo di lucro Forest Stewardship Council® (FSC®) ha stabilito i criteri per un utilizzo sostenibile delle foreste, considerando oltre agli aspetti ambientali, anche quelli sociali ed economici.

La certificazione è rivolta a diverse tipologie di aziende, tra cui segherie, commercianti di legname, mobilifici, produttori di oggetti in legno, cartiere, case editrici, tipografie e aziende tessili.

TÜV NORD Italia, grazie ai suoi collaboratori interni e agli esperti sul campo, supportati dalle branch internazionali, segue i clienti in tutte le fasi del processo di certificazione, dall'emissione dell'offerta al rilascio del certificato, assicurando l'aggiornamento del Database Internazionale FSC.

Come funziona la certificazione FSC

Dopo una valutazione documentale e sul campo, il processo di certificazione si completa con l'emissione del certificato, la registrazione nel database internazionale FSC e le attività di sorveglianza negli anni successivi.

Superando la verifica di conformità e ottenendo la certificazione, le aziende possono attestare di soddisfare standard internazionali. Inoltre, l’utilizzo del marchio FSC® si rivela uno strumento di marketing efficace e sempre più ricercato. Tutto ciò permette alle aziende certificate di accedere a un mercato di consumatori consapevoli e attenti a origine e provenienza dei prodotti.

Come ottenere la certificazione?

Le aziende interessate a ricevere informazioni o un preventivo possono contattare l’ufficio Commerciale CCPB – dott. Davide Pierleoni allo 071 7916313 o via mail dpierleoni@ccpb.it    

CCPB, attraverso TÜV NORD Italia, provvederà ad inviare una quotazione riservata ai suoi clienti per il servizio richiesto.

 

Nuove opportunità per le aziende del settore Moda - Il Tessile Vegano

L’emergenza drammatica della questione ambientale (inquinamento, cambiamento climatico, riscaldamento globale) connessa alla ricerca di nuovi stili di vita orientati alla sostenibilità (riduzione o azzeramento del consumo di derivati animali, lenimento delle sofferenze e attenzione al benessere degli animali, sostituzione dei derivati animali) ci hanno condotto a considerare l’idea di offrire alle aziende un servizio di certificazione che unisca, da una parte, standard internazionali riconosciuti come GOTS (Global Organic Textile Standard https://global-standard.org/ ) e Textile Exchange (https://textileexchange.org/ ) e, dall’altra, una certificazione Vegan per i prodotti tessili, abbigliamento e i prodotti del settore calzaturiero.

Sono già tante le aziende in grado di ottenere prodotti tessili con caratteristica Vegan, ma poche sono quelle certificate e questo è il nostro obiettivo; rafforzare la credibilità del messaggio Vegan con una certificazione di terza parte, autorevole, credibile, professionale rilasciata da un ente che si impegna su questo versante da più di 10 anni.

Perché certificarsi?

Certificare il proprio prodotto come VEGAN permette di:

  • rispondere alle esigenze di nuovi segmenti di mercato
  • rispondere alle esigenze dei consumatori odierni in termini etici e sostenibili
  • differenziare il proprio prodotto rispetto ai competitors, nel mercato tessile e della fashion industry.
  • Allinearsi alle nuove richieste dei principali Luxury Brand, sempre più orientati verso tale tipologia di prodotto.

Quali caratteristiche deve possedere il prodotto?

Il prodotto è realizzato escludendo - in ogni sua fase di realizzazione - l’impiego di qualsiasi sostanza di derivazione animale o ottenuta con sacrificio e maltrattamenti di animali: è perciò classificabile come un prodotto VEGAN.

Quali sono i mercati interessati?

La certificazione è orientata al settore tessile e calzaturiero per la produzione di abbigliamento, borse, scarpe, accessori, etc. La certificazione può essere ottenuta anche per prodotti semilavorati e/o prodotti intermedi (es. pezze di tessuto).

Come è ottenuto un prodotto Vegan?

Possono essere utilizzati tessuti, materiali e prodotti chimici di qualsiasi tipo, purché in possesso di caratteristiche VEGAN. In nessuna fase del processo produttivo possono essere impiegate sostanze di derivazione animale, ottenute con sacrificio e maltrattamento di animali o del tipo OGM. La sostituzione di materiali di origine animale è già oggi possibile. I fornitori (di tessuti, sostanze chimiche, coadiuvanti etc.) sono già in grado di fornire una vasta tipologia di prodotti con tali caratteristiche e sono in grado di fornire la documentazione necessaria per garantirlo.

Per quanto concerne i processi produttivi, nessun processo è escluso, purché rispetti le peculiarità ANIMAL FREE. Sono per contro proibiti tutti i processi che prevedano l’impiego di prodotti o sostanze di derivazione animale.

Sono necessarie delle analisi?

Sono previsti dei test analitici di monitoraggio per la ricerca di DNA animale e presenza di sostanze di origine animale. La tipologia e la frequenza dei campionamenti sono stabiliti in base alla tipologia di azienda, al processo produttivo e ai prodotti considerati. I test sono effettuati da laboratori accreditati ma si tratta di cost accessibili.

La certificazione di parte terza rilasciata da CCPB

La certificazione si rivolge alle industrie del settore tessile, manifatturiero e calzaturiero per la produzione di prodotti Vegan. È una certificazione fornita sulla base della norma internazionale Iso 17065 e quindi prevede valutazioni documentali, audit in stabilimento per la verifica del processo, campionamento ed analisi dei prodotti.

L’iter di Certificazione è brevemente riassunto in queste fasi:

  • Contattare l’Ente di Certificazione CCPB: vi verranno fornite tutte le informazioni sugli standard, i documenti tecnici di riferimento e poi, sulla base delle esigenze aziendali, verrà stilato un preventivo; terminata questa fase commerciale con l’accettazione del preventivo e del contratto si passa alla fase operativa;
  • Redigere un Manuale di Autocontrollo VEGAN: con l’aiuto di vostro consulente tecnico specializzato che effettuerà un sopralluogo presso la realtà aziendale, saranno stilate le procedure di lavorazione specifiche. In questa fase saranno analizzati tutti gli aspetti che coinvolgono il processo produttivo (omologazione dei fornitori, gestione dei processi, outsourcing, formazione del personale etc.);
  • Valutazione documentale da parte di CCPB; il nostro ufficio controllo e certificazione effettua la valutazione sulle Materie Prime e sulle Sostanze impiegate nel processo produttivo e, se del caso, richiede ulteriori informazioni oppure, se l’esito della valutazione è positivo, si passa alla fase successiva;
  • Audit presso lo stabilimento: sarà programmata una verifica ispettiva con auditor esperti durante la prima produzione e saranno prelevati dei campioni di prodotto da destinare all’analisi presso i laboratori.
  • Rilascio del Certificato: se l’esito dell’audit e il rapporto di prova sono entrambi positivi, CCPB rilascia il certificato o i certificati. La verifica ispettiva è poi ripetuta annualmente.

Competitività e Innovazione nei Mercati Emergenti per il Settore Tessile: Strategie, Sfide e Opportunità

Oggi, i mercati emergenti rappresentano oltre il 70% della produzione tessile mondiale, con la Cina e l'India in testa. Sebbene il Bangladesh si concentri maggiormente sulle esportazioni verso i mercati occidentali, Paesi come l'India stanno assistendo a una crescita anche della domanda interna, alimentata dall'espansione della classe media. In Africa, dove la produzione tessile è ancora in fase iniziale, i governi stanno promuovendo l'industrializzazione del settore, attirando investimenti stranieri e gettando le basi per una futura competitività.

Il tessile ha un peso economico significativo in questi mercati, contribuendo non solo al PIL ma anche all’occupazione. In Bangladesh, ad esempio, oltre 4 milioni di persone lavorano nel settore, rendendolo cruciale per l’economia nazionale. Questo contributo è fondamentale per la crescita economica e sociale di molti Paesi emergenti, che vedono in questo settore un’opportunità per accelerare lo sviluppo.

Uno dei motivi principali per cui i mercati emergenti dominano la scena tessile è il basso costo della manodopera. Tuttavia, la competitività basata solo sul costo non è più sufficiente per mantenere un vantaggio a lungo termine. I mercati emergenti stanno così cercando nuove strade per distinguersi, puntando su efficienza, innovazione e tecnologie digitali.

Un elemento chiave per restare competitivi è la gestione ottimale della catena di fornitura. In Cina, l'accesso rapido a materie prime e porti efficienti riduce i tempi di trasporto e i costi, rendendo l'export verso mercati globali più sostenibile. In India, inoltre, si sta investendo in tecnologie di tracciamento per aumentare la trasparenza lungo la filiera, contribuendo anche a migliorare l'immagine di affidabilità.

La tecnologia sta rapidamente trasformando il settore tessile in molti mercati emergenti. In Vietnam, l'automazione delle linee produttive consente di migliorare la qualità e la velocità di produzione, riducendo al contempo gli errori. Anche l’intelligenza artificiale (IA) viene sempre più utilizzata per la previsione della domanda e la gestione delle scorte. Inoltre, la blockchain viene applicata per garantire la trasparenza della supply chain, uno strumento fondamentale per soddisfare le esigenze dei consumatori sempre più attenti alla sostenibilità.

La sostenibilità è ormai imprescindibile nel settore tessile e rappresenta un vantaggio competitivo per le aziende che riescono ad adattarsi. In India, per esempio, si è diffuso l’uso del cotone biologico, e molte aziende stanno investendo in tecnologie di riciclo per ridurre al minimo gli scarti. Inoltre, l’efficienza energetica è sempre più incentivata: molte aziende stanno passando a fonti rinnovabili, riducendo l’impatto ambientale complessivo.

Oltre alla sostenibilità, l'innovazione nei prodotti è un altro pilastro della competitività. I tessuti intelligenti, come quelli che reagiscono alla temperatura corporea, sono un segmento in rapida crescita in Cina e Vietnam. Allo stesso tempo, la moda circolare, basata sulla creazione di prodotti tessili riciclabili e durevoli, sta guadagnando popolarità, spinta dalla richiesta di un consumo responsabile e sostenibile.

Le aziende tessili dei mercati emergenti non competono solo tra loro, ma anche con produttori in Europa e Nord America, dove l’automazione avanzata sta ridefinendo i parametri di costo e qualità. I Paesi emergenti devono perciò continuare ad investire in innovazione e a differenziarsi per mantenere il proprio vantaggio.

Normative e Barriere Commerciali

Il settore tessile è sempre più regolamentato a livello internazionale, e le normative variano ampiamente in base al Paese importatore. Gli standard che un’azienda tessile deve rispettare per esportare verso mercati come l'Unione Europea o gli Stati Uniti includono normative ambientali, di sicurezza e di tracciabilità, oltre a requisiti sociali che garantiscono la tutela dei diritti dei lavoratori.

Le normative internazionali si concentrano oggi soprattutto su tre ambiti:

  • Sostenibilità Ambientale: Le regolamentazioni ambientali richiedono alle aziende tessili di minimizzare l’impatto ecologico, ridurre le emissioni, e gestire l’uso di sostanze chimiche in modo sicuro.
  • Diritti dei Lavoratori: Normative come il Codice di Condotta dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) fissano standard per la tutela dei lavoratori, assicurando condizioni di lavoro sicure e salari equi.
  • Tracciabilità della Catena di Fornitura: Per garantire trasparenza, molti mercati richiedono sistemi di tracciabilità che assicurino che i materiali e le pratiche produttive rispettino gli standard etici e ambientali.

Molti Paesi impongono dazi doganali sui prodotti tessili per proteggere le industrie locali. Ad esempio:

  • Stati Uniti: Alcuni prodotti tessili esportati dai mercati emergenti devono affrontare dazi elevati, che riducono la competitività dei produttori esteri.
  • Unione Europea: In Europa, il tessile proveniente da Paesi in via di sviluppo può beneficiare di agevolazioni tariffarie in base a programmi come il Sistema Generalizzato di Preferenze (SGP), che riduce o elimina i dazi su alcune importazioni dai Paesi meno sviluppati, purché rispettino standard di sostenibilità e diritti umani.

Per accedere ai mercati internazionali, le aziende tessili devono spesso ottenere certificazioni che attestino il rispetto degli standard di qualità, sicurezza e sostenibilità. Alcuni esempi includono:

  • Certificazione OEKO-TEX: Richiesta da molti Paesi, attesta la sicurezza chimica dei materiali.
  • Certificazioni per la Sostenibilità: Come GOTS (Global Organic Textile Standard) per il cotone biologico, che garantisce standard di produzione sostenibile e trasparenza della catena di fornitura.

In conclusione, i mercati emergenti sono diventati attori fondamentali nel panorama tessile globale, non solo come centri di produzione a basso costo, ma come hub di innovazione e sostenibilità. La loro crescita è inevitabile, ma per mantenere la competitività, devono continuare a innovare, adottare pratiche sostenibili e migliorare le condizioni di lavoro.

Con l'adozione di tecnologie moderne e la valorizzazione delle risorse locali, i mercati emergenti nel settore tessile possono giocare un ruolo cruciale nel plasmare il futuro dell’industria tessile globale, rispondendo alle sfide e alle richieste di un mercato in continua evoluzione.

CCPB come ti può aiutare?

Da sempre CCPB è al fianco delle aziende che intendono intraprendere un percorso di sostenibilità ed offre specifici servizi di controllo e certificazione a favore delle imprese e delle filiere produttive che intendono certificare il tessile secondo gli standard GOTS e Textile Exchange sia biologico che riciclato oltre ad aver messo a punto specifici sistemi di valutazione e di certificazione basando il proprio profilo sull’approccio LCA (Life Cycle Assessment).

Per vedere tutte le certificazioni che offre CCPB cliccate qui https://www.ccpb.it/certificazione/

Per maggiori informazioni, contattateci:

Responsabile Commerciale Davide Pierleoni  335/7168918 - 071/7916313 dpierleoni@ccpb.it 

Sara Priori 071/7916316 priori@ccpb.it

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