La newsletter della 25esimaora

Se tutto va bene, quando questa email atterrerà nella tua casella di posta io sarò a Shanghai

A forza di dire che sono il Grinch, quest'anno il Natale lo passerò in maniera ben poco consueta. Non che gli ultimi siano stati granché tradizionali.

Due anni fa ero appena tornata dal Sudamerica, e il 25 dicembre ero in giro per le strade deserte di Milano, quasi per il bisogno di misurare da una nuova prospettiva la città dopo quell'assenza che per la prima volta mi aveva fatto davvero scegliere.

Lo scorso anno camminavo per sentieri, da un lato l'acqua, dall'altra la montagna, ancora una volta il silenzio increspato solo dalle foglie che si muovevano al vento.

Quest'anno, a Natale sono in aeroporto.

 

Scrivere

Perché non scherzavo, quando dicevo che questo viaggio verso l'Australia non era previsto ed è stato improvvisato all'ultimo minuto.

Se posso, non viaggio mai nei periodi canonici, nelle feste, ad agosto.

Ma stavolta non si trattava di andare, ma di tornare a casa.

Quando la sera di Natale atterrerò a Melbourne, ad aspettarmi ci saranno mio fratello, mia sorella e il suo compagno, con cui si è trasferita dall'altra parte del mondo da un po' più di un anno.

E allora andava benissimo prendere il volo più economico che sono riuscita a trovare - anche se è il più lungo che abbia mai fatto. E va benissimo avere in tasca un foglio stropicciato con solo il profilo delle coste di questo continente.

La mappa più bella, quella di una terra da esplorare.

Il post di oggi - Cosa c'è oltre la mappa?

Cambiare

È da agosto che ho questa intensa sensazione di chiusura di un ciclo, di inizio di qualcosa di nuovo. Anzi, forse i semi c'erano ancora da prima, da quando ho camminato in cerchio per cinque settimane, quasi mille chilometri per tornare al punto di partenza.

In questi giorni tutti ripetono che non si sta chiudendo solo un anno, ma addirittura un decennio.

Nei giorni in cui il mio infortunio mi ha bloccato a casa, ho avuto un sacco di tempo per guardarmi indietro, e proiettarmi in avanti. E ho pensato che Bill Gates ha proprio ragione:

"Tendiamo sempre a sovrastimare quel che si riuscirà a fare in un anno e a sottostimare quel che si riuscirà a fare in dieci anni"

Così, in vista di questo 2020, come ormai tradizione non ho fatto buoni propositi. E invece di pensare a cosa voglio fare nei prossimi tre mesi, ho cercato di immaginare l'impatto delle mie scelte nei prossimi tre anni (dieci no, davvero non ce la faccio)

La prima scelta che ho fatto è piccola quanto - per me - rivoluzionaria. 

Ieri sono partita senza portare con me il pc

Che, per chi mi conosce, è quasi come se dicessi che sono partita nuda. Ma è anche questo il segno che questo sarà un viaggio diverso. Un viaggio in cui dopo aver trovato la mia voce, provo a cercare come integrarla in un'armonia più complessa.

È la prima riga di un nuovo libro, fatto di parole che devo ancora imparare.

 

Auguro anche a te che questa fine abbia il sapore e l'emozione dell'inizio. Grazie per avermi accompagnata in questo anno, ci risentiamo a gennaio.

Laura

 

SHARE FORWARD
MailerLite